La Resistenza continua…

Settantadue anni fa la lotta partigiana liberò il paese dall’occupazione nazifascista. Negli anni, le forme di oppressione dello stato – sotto la cruda veste fascista o nella più docile manifestazione pseudodemocratica – nei confronti dell’individuo sono mutate, ma continuano purtroppo a essere efficaci. Al giorno d’oggi, nelle società occidentali, l’oppressione ha assunto la forma di un sottile controllo sulle vite di ognuno: l’obiettivo non dichiarato è quello di sottrarre ogni piccolo spazio di espressione del libero pensiero. La delazione e il controllo sociale sono pratiche sempre più diffuse e legittimate da una crescente richiesta di legalità. La retorica delle smart cities in realtà serve a giustificare le centinaia di occhi del Grande Fratello: la tecnologia svolge la sua funzione di supporto al controllo delle nostre vite. A pagarne le spese sono tutte le forme di espressione politica, di manifestazione del dissenso sociale e le pratiche di libertà che si discostano da ciò che le istituzioni considerano innocuo per il Potere.
Parallelamente, in mondi a noi vicini si continuano a perpetrare forme di crudele oppressione tipiche delle dittature fasciste: proprio in questi giorni 168 prigionieri politici e prigioniere politiche curdi hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza per denunciare le atrocità compiute nelle carceri turche dal regime fascio-islamista di Erdogan; in Siria da anni il potere autoconservativo di Assad continua a compiere stragi nei confronti della popolazione. Sono chiaramente complici di questa situazione i meccanismi del diritto internazionale e i giochi di potere degli stati.
In un contesto locale e globale caratterizzato da forme di oppressione così diverse ma al contempo così pericolose per l’espressione delle libertà individuali e collettive, ha sempre più senso riaffermare l’importanza dell’antifascismo.
Per questo noi anarchici siamo presenti, e ricordiamo oggi più che mai che:
NOSTRA PATRIA E’ IL MONDO INTERO!
SENZA GALERE, SENZA FRONTIERE

Palermo, 1946. Da sinistra: Filippo Guzzardi, Giovanni Spatoliatore, Alfonso Failla, Pio Turroni, Paolo Schicchi, D’Andrea (di Parigi), Armando Borghi, Filippo Gramignano.

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