Indios senza re – Incontro con Orsetta Bellani

Indios senza re – Conversazioni con gli zapatisti su autonomia e resistenza (Edizioni La Fiaccola) di Orsetta Bellani.

Durante la sua permanenza in Chiapas, l’autrice ha avuto la possibilità di parlare con molte persone, dai simpatizzanti della lotta zapatista alle persone che fanno parte della base d’appoggio dell’Ezln. Indios senza re ha il merito di raccontare il percorso di resistenza zapatista a prescindere da Marcos. Certo, il subcomandante ha avuto ed ha tuttora un ruolo fondamentale (oggi nelle vesti di Galeano) nel saper guidare la rivoluzione indigena che però si caratterizza per i suoi tratti libertari. Del resto, proprio Marcos, fin dall’inizio, aveva messo in guardia la stessa sinistra rivoluzionaria dal culto dell’individuo, “non più necessario in un movimento che crede nel potere dal basso e nel comandare ubbidendo, e la cui dirigenza non è più meticcia ma indigena”. Orsetta evidenzia le difficoltà quotidiane del cammino rivoluzionario: dall’oppressione femminile in quanto donne, indigene e povere, da cui è comunque scaturita la Legge rivoluzionaria delle donne e l’introduzione della questione di genere nelle assemblee zapatiste (resistere all’interno della resistenza, osserva l’autrice), alle difficoltà che si trovano a dover affrontare ogni giorno non solo le Giunte di Buon Governo Zapatiste, ma anche i loro interlocutori. Indios senza re è un libro che è fatto di persone e che racconta il quotidiano, senza aver paura di esprimere, talvolta, le perplessità per le modalità di procedere che per noi occidentali, inizialmente, possono sembrare difficili da comprendere. Ad esempio, donazioni e proposte di progetti nei territori zapatisti devono passare necessariamente dal vaglio della Giunta di Buon Governo. Quest’ultima si riunisce con i rappresentanti dei municipi i quali, a loro volta, ne discuteranno con le basi d’appoggio zapatiste, quindi, come talvolta è accaduto anche ad associazioni solidali con la lotta zapatista, non è possibile imporre loro un determinato progetto. Ad esempio, se una comunità ha bisogno di una biblioteca e le viene imposto dall’alto un altro tipo di progetto, può darsi che quest’ultimo venga rispedito al mittente. In questo senso, l’autonomia zapatista è reale ed effettiva e , al tempo stesso, le comunità rifiutano i programmi governativi assistenzialisti, ritenuti a buon diritto parte della strategia di controinsurgenza perché finiscono per allontanare i beneficiari dalla resistenza. Gli zapatisti sono coscienti che il loro percorso verso l’autonomia è fatto anche di errori e battute d’arresto, ma questo è il loro modo di operare, quello che ha aperto la strada ai forum sociali e alle prime proteste anticapitaliste.

Orsetta Bellani è giornalista free lance e collabora con periodici di vari paesi.
Viaggiatrice da tutta la vita, dal 2009 gode dei paesaggi latinoamericani e scrive reportage. Si occupa soprattutto di movimenti sociali, diritti umani e della violenza che vive l’America Latina. Ha scritto un romanzo e alcuni racconti. Appoggia il movimento zapatista da quando ha messo piede in Chiapas.

Modera Fabrizio Cacciatore, Cooperante internazionale e militante di “Libert’Aria” Palermo.

This entry was posted in Antifascismo, Antimilitarismo, Antisessismo, Autogestione, Economia, Libero pensiero, Lotte sociali. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *